
„Io fui cosi rapita al sol
mirarlo in volto.”
Vincenzo Bellini, Norma
Recensioni Macbeth - Opéra Bastille, aprile 2009
Una Lady rivoluzionaria
“Con Violeta Urmana possiamo finalmente ascoltare una Lady Macbeth che non strilla, ma canta: gli acuti sono talvolta squillanti, senza dubbio la Urmana non ha la voce cupa e rauca richiesta dal compositore, ma il suo fraseggio è quello di una cantante di grande esperienza, e l’effetto è di quelli che sorprendono. L’artista, che in passato si era fatta notare sovente per la sua pacatezza, si rivela qui ispirata quanto mai. (…) Questa produzione, sostenuta da una logica implacabile e supportata da un cast di primattori favoloso, ha illustrato come meglio non si può lo sgretolarsi dei rapporti umani e il progredire della follia (…)”
LesEchos, 09.04.09
“Macbeth e la consorte non sono più, come spesso è accaduto in passato, una coppia di tiranni assassini, una sorta di Ceasescu da grand-guignol. Finemente impersonata da Violeta Urmana, Lady Macbeth (…)
Il Macbeth dell’Opera de Bastille si è rivelata … una recita pregna di significati, allestita e diretta con grande intelligenza!”
Télérama, 29.04.09
“In un simile contesto il cast di questo Macbeth si è dimostrato in gran forma. Annunciata sofferente ad inizio di rappresentazione, Violeta Urmana sorprende per una vitalità e un’energia impareggiabili; solo l’acuto finale nella scena del sonnambulismo viene evitato, fatto questo che non ha comunque disturbato affatto, dopo che si era potuta vedere ed ascoltare una Lady Macbeth così mordace ed ambiziosa come noi tutti noi ci eravamo augurati.(…)”
www.classiqueinfo.com 01.05.09
“Così perfetta, quasi come favorita da una segreta complicità, verrebbe da dire, è stata la collaborazione di Teodeor Currentzis con l’orchestra, così allo stesso modo eccellente si è rivelato tutto il cast. È vero che Violeta Urmana, nei panni di Lady Macbeth, solo a tratti dispone della voce “aspra, soffocata e diabolica” richiesta da Verdi, in compenso però sfodera con straordinaria disinvoltura il suo inesauribile arsenale di mezzi e convince in particolar modo per la perfetta sicurezza nell’emissione e nell’intonazione…”.
www.klassikinfo.de, 06.04.09
“Per la sua Lady Macbeth Verdi voleva una voce “cavernosa, rauca, soffocata”: non è certo il caso di Violeta Urmana che, al contrario, dispone di un’autentica gran bella voce; malgrado qualche sovracuto un po’ stridulo, l’artista lituana si è disimpegnata in maniera più che onorevole in una parte che mette veramente a dura prova chi con essa si cimenta, affidandosi alle cangianti sfumature della sua voce che, a proprio piacimento, lei sa rendere sia cupa, sia sorprendentemente chiara e luminosa nelle colorature. (…)”
www.anaclase.com 09.04.09
“Con Violeta Urmana si è invece riusciti ad avere sulla scena una meravigliosa quanto impulsiva Lady Macbeth, alla quale si poteva forse rimproverare, alla fine, di aver cantato fin troppo bene, rispetto a quelle che erano le intenzioni di Verdi relative alla parte. È risaputo che Verdi, per la terribile Lady, oltre ad una “figura cattiva” aveva chiesto una voce “aspra, soffocata, diabolica”. Già dalla cavatina “Vieni! T’affretta” nel primo atto era chiaro a tutti che il soprano lituano non si sarebbe prestato ad una simile “estetica del brutto”.
www.klassik.com 08.05.09
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